Proteste per il caro gasolio: le associazioni chiedono al Ministro Piantedosi di intervenire

Proteste per il caro gasolio: le associazioni chiedono al Ministro Piantedosi di intervenire

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Il caro gasolio sta esasperando il clima tra le imprese di autotrasporto, soprattutto al Sud dove la protesta si sta allargando. Dopo le manifestazioni spontanee in Puglia e Basilicata, la mobilitazione ha coinvolto anche la Calabria e la Sicilia, dove è stato annunciato un fermo dei camion dal 16 al 20 ottobre. Una situazione che ha spinto le associazioni di categoria dell’autotrasporto ha scrivere una lettera al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere di intervenire urgentemente per garantire l’incolumità dei lavoratori e della libera circolazione delle merci.

Secondo le associazioni, infatti, la situazione sta andando “oltre il legittimo diritto di manifestare pacificamente il proprio dissenso o la propria condizione di insofferenza”. Le associazioni denunciano quanto accaduto nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, che sarebbe documento da foto e video che circolano anche via social. “Alcuni conducenti – si legge nella lettera - sarebbero stati affiancati da veicoli, indotti a entrare in aree di servizio e lì bloccati da mezzi pesanti messi di  traverso, in un contesto di intimidazione. Sono lavoratori che non aderiscono alle azioni di protesta messe in atto, tra cui conducenti professionali dipendenti di imprese di autotrasporto che non hanno scelto di fermarsi, e sono costretti a restare fermi contro la loro volontà, pena la loro incolumità personale e con rischi per il rispetto dei tempi di guida e di riposo e per le merci trasportate”.

Per questo, pur comprendendo le difficoltà degli operatori, dovute all’aumento del costo del gasolio, le associazioni chiedono al Ministro di intervenire sulle Autorità locali affinché venga attuato un presidio costante delle aree di servizio e delle arterie interessate attraverso le forze dell’ordine, con la rimozione degli ostacoli e la liberazione dei mezzi eventualmente trattenuti, perché “la sicurezza viene prima di tutto”.

Di Lucia Angeloni | 13 Ottobre 2026

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