Carburanti, Rixi: autotrasporto in perdita, l’Ue deve cambiare rotta

Carburanti, Rixi: autotrasporto in perdita, l’Ue deve cambiare rotta

Internazionale / Italia

La logistica italiana sta attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi decenni, con il comparto dell'autotrasporto che si trova vicino a un punto di non ritorno operativo. A evidenziare questa crisi è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il quale ha espresso una forte preoccupazione per il futuro di un settore che rappresenta la spina dorsale della distribuzione nazionale.

Secondo Rixi, il fatto che il prezzo del gasolio si sia stabilizzato sopra la soglia dei due euro per litro sta costringendo le imprese del settore a continuare a operare in una situazione di perdita finanziaria sistematica. Una dinamica che minaccia al contempo di innescare un processo inflattivo a effetto domino, che colpirà in modo diretto anche i consumatori finali. Il rischio concreto, infatti, è che si verifichi un rincaro immediato sui beni di consumo essenziali come ortofrutta e latte, i cui prezzi al dettaglio sono estremamente sensibili alle oscillazioni dei costi di trasporto su gomma.

Rixi ha collegato questa emergenza a una questione di più ampio respiro politico: “il punto è europeo: il patto di stabilità, così com'è, non regge più. L'Europa non può continuare a far finta di niente.”, ha specificato. Stando alle sue dichiarazioni, le normative europee appaiono del tutto inadeguate di fronte a una crisi energetica di tale portata, impedendo agli Stati membri di attuare manovre di sostegno rapide e incisive che potrebbero mitigare l'impatto dei costi sull'autotrasporto. In merito, il viceministro ha tracciato un parallelismo con la grande crisi petrolifera che colpì il mondo negli anni '70, ricordando come in quell'occasione si scelse di cambiare rotta; oggi, al contrario, il rischio è di “restare anchilosati dentro regole ormai fuori dal tempo”, portando l'Europa verso “una lenta auto-distruzione economica e sociale”.

Nel settore, il malcontento che serpeggia tra i lavoratori e le imprese si è già manifestato con forza in oltre cento piazze italiane, dove le associazioni di categoria hanno discusso la possibilità di sospendere i servizi su scala nazionale, avanzando una serie di richieste urgenti al Governo per salvaguardare il futuro del comparto alla luce di una situazione definita ormai sostenibile (qui il link al nostro precedente articolo sull’allarme delle associazioni dell’autotrasporto). In questo complesso scenario si inseriscono le incertezze geopolitiche legate allo scacchiere internazionale, con particolare riferimento alle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo marittimo oggi fulcro di un'instabilità per l'intero corridoio energetico mondiale (qui il link per approfondire la crisi dello Stretto di Hormuz insieme alle ultime news sull’argomento).

Di Carolina D’Elia | 13 Aprile 2026

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