Caro carburante: le proposte di Anita e Unatras

Caro carburante: le proposte di Anita e Unatras

Italia

Fronte compatto contro l’emergenza. A seguito della riunione al MIT del 12 marzo (qui il nostro precedente articolo), le associazioni di categoria dell’autotrasporto - Anita, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Fedit, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro Servizi, Unatras –

hanno presentato al Governo una serie di proposte per sostenere le imprese del settore che sta soffrendo soprattutto per l’incremento dei costi dei carburanti.

I numeri presentati dalle associazioni parlano chiaro: l’aumento registrato nelle ultime settimane, pari a circa 0,25 euro per litro, comporta un incremento pari a circa 9mila euro a camion. Per un’impresa con una flotta di dieci mezzi si traduce in un aumento netto di 90mila euro l’anno.

In un settore in cui la marginalità media è inferiore al 3% del fatturato si tratta di un aumento che non può essere assorbito. Inoltre, il carburante deve essere pagato immediatamente, mentre i corrispettivi dei servizi di trasporto vengono incassati con tempi medi superiori a 60-90 giorni, causando una crisi di liquidità.

Le misure proposte incidono sulla riduzione dei costi, sulla liquidità e la regolarità del mercato e dovranno essere attuate, scrivono le associazioni, nell’ambito di un quadro europeo temporaneo sugli aiuti di Stato, che consenta di ampliare i limiti previsti dalla disciplina “de minimis” e permetta di adottare misure efficaci e tempestive.

Vediamole una ad una.

Credito d’imposta per i maggiori costi del carburante

La proposta prevede l’introduzione temporanea di un credito d’imposta a favore delle imprese di autotrasporto calcolato sulla base dell’incremento medio settimanale del prezzo del gasolio, che verrebbe utilizzato in compensazione tramite modello F24. L’ammontare del credito verrebbe determinato moltiplicando i litri di carburante acquistato nel corso della settimana per la variazione di prezzo settimanalmente rilevata dal Mase rispetto alla settimana precedente. Tenuto poi conto che gli incrementi dei prezzi riguardano non solo il gasolio, ma anche l’HVO, la cui quotazione è agganciata a quella del gasolio per autotrazione, ai fini del calcolo del credito d’imposta spettante alle imprese, andrebbero inclusi anche gli acquisti di tale prodotto, sulla base della stessa variazione rilevata per il gasolio.

Riduzione temporanea del costo del lavoro

La proposta consiste nel prevedere l’esonero contributivo temporaneo sui contributi previdenziali a carico di tutte le imprese di autotrasporto iscritte all’Albo degli Autotrasportatori, attraverso una compensazione tramite F24, limitatamente a:
titolare/socio di impresa (contributi personali);
personale dipendente.

Utilizzo immediato del credito derivante dal rimborso accise

La misura consentirebbe alle imprese di utilizzare immediatamente il credito d’imposta spettante, derivante dal rimborso trimestrale delle accise, dopo un massimo di 10 giorni dalla presentazione della domanda all’Agenzia delle Dogane e comunque senza attendere il decorso del termine di 60 giorni (silenzio-assenso) previsto dalla normativa vigente.

Sospensione immediata temporanea dei versamenti fiscali e contributivi

La proposta prevede la sospensione temporanea dei versamenti relativi a imposte fiscali; contributi previdenziali; premi assicurativi. Tale sospensione, legata allo sgravio contributivo, potrebbe essere considerata una misura “ponte” in attesa dell’autorizzazione europea per la riduzione contributiva.

Adeguamento costo carburante nei valori indicativi dei costi di esercizio

Provvedere all’immediato adeguamento da parte del MIT della “voce carburante” e ripubblicazione aggiornata dei valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio (il MIT ha già provveduto ad aggiornarli a marzo 2026, qui il nostro articolo).

Valorizzazione clausola del “fuel surcharge” nei contratti scritti

Ribadire l’obbligatorietà della clausola di adeguamento del costo carburante quale elemento indispensabile nei contratti stipulati in forma scritta, ai sensi dell’art. 6bis del d.lgs. 286/2005, pena
la qualificazione come ‘contratto verbale’ con tutte le clausole più stringenti previste per tale
tipologia contrattuale.

Le associazioni esprimono invece delle perplessità sull’ipotesi di “accisa mobile”; sebbene preveda una riduzione generalizzata e temporanea delle accise alla pompa, rischierebbe infatti di produrre effetti limitati o nulli per il settore dell’autotrasporto professionale e di tutti gli operatori che hanno investito nel ricambio del parco veicolare e sono dotati di veicoli moderni e ambientalmente sostenibili. È, pertanto, fondamentale prevedere che qualsiasi intervento sulle accise mantenga invariato l’attuale livello di rimborso riconosciuto al settore dell’autotrasporto.

Di Lucia Angeloni | 18 Marzo 2026

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