Osservatorio Freight Insights: cresce il sistema logistico ma molte le criticità strutturali

Osservatorio Freight Insights: cresce il sistema logistico ma molte le criticità strutturali

Italia

Un settore che cresce di fatturato e che mantiene una redditività media del 6%, ma si scontra con una serie di criticità, contingenti e strutturali, dal costo dei carburanti, alle carenze infrastrutturali e fino agli effetti di normative europee come gli ETS.

Questa è l’immagine del sistema logistico e del trasporto merci in Italia così come emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio Freight Insights, realizzato dal Most e dalla Fondazione Centro Studi Economia della Logistica e delle Infrastrutture (Cseli), e presentato oggi a Roma alla Camera dei Deputati.

L’analisi, che è parte di uno studio più ampio che verrà pubblicato a ottobre con alcuni aggiornamenti, prende in analisi tutte e quattro le modalità di trasporto e si offre come strumento scientifico per definire politiche dei trasporti basate sui dati. Un punto evidenziato sia da Fabrizio Palenzona, presidente della fondazione Cseli, nel suo intervento di apertura dei lavori e da Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, che ha chiuso l’evento. 

 "Abbiamo sempre voluto elevare un servizio che ha come scopo quello della sussidiarietà, per mettere a disposizione del decisore, della politica la più ampia possibilità di dati ed elementi”, ha spiegato Palenzona. “Siamo portatori di un interesse collettivo e con questa consapevolezza siamo con il Most per studiare problemi in modo approfondito, per avere elementi da sottoporre alla politica”, ha aggiunto.

Sulla stessa linea Russo che ha sottolineato che lo studio verrà inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che sarà chiesto un incontro con il Ministro Matteo Salvini per illustrarlo, anche alla luce del fatto che si tratta di “uno studio laico, senza colore politico, e realizzato nell’interesse del Paese”. 

“È necessario intervenire per rivedere il sistema ETS che sta danneggiando il trasporto marittimo, così come avviare un immediato sostegno per lo sviluppo dell’intermodalità strada-ferro. C’è il rischio che senza adeguati investimenti su tutta la rete sarà già tanto se si riusciranno a mantenere i volumi passati, con il trasporto stradale compresso tra aumento dei costi e inefficienze infrastrutturali”, ha dichiarato.

Il rapporto, illustrato dal professor Vittorio Marzano dell'Università Federico II di Napoli, evidenzia che sebbene il settore logistico stia crescendo, le sue fragilità richiedono un’attenzione immediata con misure per migliorare l’efficienza e la sostenibilità della rete logistica.

Un settore che vale oggi 94,3 miliardi di euro, con una crescita contenuta del +1,9% sul 2024; contenuta perché negli ultimi anni la dinamica dei costi ha superato quella dei volumi, comprimendo i margini e aumentando l’incertezza.

Il costo dell’energia elettrica è salito, infatti, del 26% dal 2019 al 2026, quello del diesel per autotrazione del 28% nello stesso periodo e del 14,4% fra 2025 e 2026; i costi operativi del trasporto stradale sono cresciuti invece del 8,9% fra il primo trimestre del 2025 e quello del 2026 in tutta Europa.

Questo dato di partenza va analizzato anche alla luce delle crisi geopolitiche che impattano non solo sull’incremento dei prezzi energetici, ma anche sulla ridefinizione delle rotte che si allungano e si traducono in maggiori tempi e maggiori costi. A questo si aggiungono anche le criticità sul fronte infrastrutturale. 

La rete nazionale, in particolare quella autostradale, mostra livelli crescenti di saturazione che vuol dire un incremento della congestione lungo i principali corridoi logistici del Paese e un allungamento dei tempi di transiti, con effetti diretti sulla competitività delle imprese. Una situazione che si riflette anche sull’intermodalità perché la scarsa efficienza delle reti di collegamento rende più difficili le connessioni a porti e interporti.

In tema di intermodalità, emergono anche difficoltà sul fronte ferroviario, dove il cargo segna una riduzione di circa il 4% dei treni-km nel 2025. Sul fronte marittimo, invece, si evidenzia la crescita del traffico container e il calo di quello Ro-Ro, come effetto dell’introduzione dell’ETS marittimo. 

L’Italia si conferma comunque terza in Europa per traffici complessivi, con quasi il 15% delle tonnellate movimentate via mare nel continente.

Il report riserva una parte anche al tema della digitalizzazione. Un dato per tutti: nel nostro Paese ci sono 1,2 miliardi di documenti di trasporto. Passando da un sistema misto a uno pienamente digitale si passerebbe dai 16,9 euro ai 2,7, con un risparmio dell’84%. La digitalizzazione totale porterebbe a risparmiare 18 miliardi di euro. 

Di Antonella Vicini | 11 Giugno 2026

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