
Sciopero nei trasporti e nella logistica: Fedit, necessario tutelare lavoro e servizi essenziali
Italia
Prosegue il dibattito nel mondo dei trasporti e della logistica sulla recente delibera della Commissione di garanzia sugli scioperi (vedi qui il nostro articolo) che evidenzia come questo settore ricada nell’ambito di applicazione della legge n. 146/1990 sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Dopo le posizioni critiche espresse dalle forze sindacali, la stessa Commissione, in una nota, ha precisato che il provvedimento si limita a riproporre il dettato normativo in questione che comprende tutti i servizi di approvvigionamento dei beni di prima necessità.
“Ne consegue – si precisa – che sono servizi pubblici essenziali quelli riferiti alle attività di logistica strumentali al trasporto merci su gomma limitatamente alla movimentazione di beni di prima necessità”.
“Il garante evidenzia – prosegue – che le parti sociali, con la sottoscrizione del Ccnl Logistica, trasporto merci e spedizione hanno autonomamente accolto questa posizione interpretativa sin dal 18 maggio 2021, riconoscendo che il regolare approvvigionamento dei beni di prima necessità comprende, oltre al trasporto, l'intera filiera logistica, dalla movimentazione al deposito, dalla custodia alla conservazione”.
Anche la Federazione Italiana dei Trasportatori - Fedit si è espressa sul tema.
In un comunicato, la federazione ha sottolineato che è “necessario riportare il confronto su un piano di equilibrio e responsabilità” e che “il diritto di sciopero è un diritto sacro e costituzionalmente garantito”.
Riconoscendo il ruolo delle organizzazioni sindacali confederali e la loro funzione nella rappresentanza dei lavoratori, Fedit ritiene che “il sistema di regole previsto dalla legge 146/1990 costituisca un presidio essenziale per garantire un corretto bilanciamento tra il diritto di sciopero e la tutela dell'interesse generale".
Su questa linea, la federazione ha evidenziato anche che “ogni intervento che riguarda questo ambito deve tenere conto della sua centralità e della necessità di garantire equilibrio tra diritti”.
In questo quadro, precisa che: “le forme di conflitto che si traducono in blocchi e picchetti producono effetti dannosi per tutti. Interrompono la circolazione delle merci, mettono in difficoltà le imprese e finiscono per compromettere gli stessi posti di lavoro che si intendono tutelare”.
Di Antonella Vicini | 18 Marzo 2026