
Decreto carburanti: il commento delle associazioni di categoria
Italia
Il Decreto carburanti adottato dal Governo e in vigore dal 19 marzo (qui il nostro articolo) va incontro alle richieste avanzate dalle associazioni di categoria dell’autotrasporto che dopo un incontro con il Viceministro Edoardo Rixi, che si è svolto il 12 marzo, hanno presentato al Governo una serie di proposte per superare questo periodo di forte aumento dei costi (qui il nostro precedente articolo).
“Siamo soddisfatti dell’intervento del Governo sulle accise – hanno commentato i vertici di Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto merci -. Il provvedimento produce tre effetti concreti: introduce un credito d’imposta per l’autotrasporto professionale, riduce il prezzo alla pompa per tutti senza alcuna distinzione di attività e veicoli e rafforza la vigilanza contro possibili speculazioni. È una risposta agli aumenti indiscriminati e ai rincari che incidono anche sui beni di largo consumo, contrastando dinamiche speculative già emerse”.
Il segretario generale di Fiap, Alessandro Peron, ha anche voluto ringraziare il Governo “per aver agito con rapidità in una fase di grande pressione sui costi delle nostre imprese. Il Decreto è un primo passo nella direzione giusta, e riconosce il ruolo strategico che l'autotrasporto svolge per l'economia del Paese e la competitività dell'industria manifatturiera e agroalimentare italiana. Ma non possiamo fermarci qui: con la crisi in Medio Oriente ancora aperta, non sappiamo per quanto tempo questa pressione sui prezzi accompagnerà le nostre imprese. Serve continuità nell'azione del Governo”.
La Federazione sottolinea però che la riduzione del prezzo alla pompa potrebbe disattivare il fuel surcharge nei contratti di trasporto, azzerando parte dei benefici del credito d'imposta. Per questo chiede che il Governo chiarisca esplicitamente che il prezzo di riferimento per tale clausola vada determinato al lordo della riduzione delle accise, ai sensi dell'art. 6 bis del D. Lgs. 286/2005.
Per Assotir, il Decreto carburanti è si un provvedimento positivo, ma incompleto. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Economia devono infatti varare al più presto il decreto interministeriale che riconosce il credito di imposta ai mezzi pesanti Euro 5 e Euro 6.
“Restiamo in attesa di questo tassello fondamentale, senza il quale è impossibile dire se il decreto contenga interventi realmente efficaci - commenta il segretario generale Claudio Donati -. Anche perché auspichiamo che si evitino alcuni errori del passato, a partire dalla tempistica dell’intervento. Misure che producano effetti tra qualche mese non coglierebbero la profondità della crisi del settore e, dunque, potrebbero risultare di efficacia relativa”. Inoltre, aggiunge il segretario generale, al momento “non si hanno notizie certe sull’importo del credito, fatto salvo lo stanziamento di 100 milioni che, raffrontato ai 500 milioni previsti dal decreto Ucraina del 2022, appare una cifra non particolarmente elevata”.
Anche Anita sebbene soddisfatta auspica alcuni interventi migliorativi, a partire dalla sterilizzazione del meccanismo del rimborso accise, teso a neutralizzare gli effetti in termini di riduzione dell’attuale credito di imposta. Ciò al fine di evitare di penalizzare le aziende che utilizzano mezzi meno inquinanti e che già oggi possono beneficiare di un’agevolazione fiscale determinata da una minore accisa prevista per l’autotrasporto. Il secondo miglioramento riguarda la necessità di prevedere un quadro di riferimento europeo che consenta di superare gli attuali limiti in materia di aiuti di stato.
“Senza il superamento del regime de minimis – spiega il presidente di Anita Riccardo Morelli - la disposizione del credito di imposta introdotta per compensare le variazioni di costo del gasolio registrate nel trimestre marzo-aprile-maggio potrebbe rivelarsi inefficace per la gran parte delle imprese. Nel riconoscere l'impegno del Governo per attenuare il caro gasolio - conclude Morelli - Anita conferma la propria disponibilità a contribuire con proposte operative per migliorare le norme attualmente previste e rendere pienamente efficaci le misure per le imprese del trasporto e della logistica”.
Qualche perplessità anche da parte di Fai che, pur riconoscendo la concreta attenzione dimostrata dal Governo verso l’autotrasporto, ritiene che sia necessario adeguare lo stanziamento previsto di cento milioni, una cifra che appare insufficiente a coprire l’aumento dei costi sostenuti.
Inoltre, sottolinea l’associazione, è indispensabile intervenire con decisione per bloccare le spinte speculative: alcuni committenti stanno già chiedendo riduzioni dei prezzi di trasporto non giustificate dai fatti.
Di Lucia Angeloni | 19 Marzo 2026